domenica 16 marzo 2008

scienza degli affetti

LE DINAMICHE DEGLI AFFETTI

Dopo quindici anni, da quando cioè il Prof. Giuseppe Nappi ed il Dott. Romeo
Lucioni, trovandosi a Montevideo (Uruguay) per promuovere il “Programma
Colombo 2000”, decisero di sviluppare lo studio delle “scienze affettive” che
denominarono “Timologia”, si osserva un sempre maggior interesse da parte dei
ricercatori di neuroscienze, per queste tematiche.
Purtroppo, seppure siano stati scritti e diffusi in molti congressi, lavori e
contributi sulla affettività, ancora non si è riusciti a far comprendere la necessità
di tenere ben separate le emozioni dagli affetti.
La separazione di queste funzioni psico-neuro-biologiche è fondamentale proprio
perché riguardano meccanismi cerebro-funzionali diversi e, soprattutto, perché in
questo modo si è potuto decifrare il meccanismo di funzionamento triadico del
cervello, cioè legato al cervello emotivo (lobo limbico), al sistema affettivo (corteccia
frontale e prefrontale) e cervello razionale che sottende alle funzioni mentali
superiori, legate alle dinamiche della razionalità e delle capacità analiticodeduttive
e del problem-solving.
La Timologia, dunque, è sì una disciplina o una scienza del tutto nuova e, per
molti aspetti, anche rivoluzionaria, ma deve essere esclusivamente riferita a
quegli aspetti che denominiamo “sentimenti”. Questi sono ben distinti dalle
emozioni che riguardano sistemi automatici di difesa e di adattamento alla realtà
esterna.
I sentimenti riguardano la vita di relazione, la socializzazione, l’empatia, la
creatività, le dinamiche interpersonali in un ordine valorativo.
Proprio per questo la timologia è chiamata scienza degli affetti e dei valori e
riguarda lo sviluppo del sé, dell’autostima, dell’auto-soddisfazione, oltre che,
naturalmente, a tutte quelle sfumature positive e negative che regolano i rapporti
con l’Altro.
Mentre le funzioni emotive si evidenziano già al momento della nascita, il sistema
affettivo comincia ad attivarsi con la maturazione della corteccia frontale che,
come ha perfettamente dimostrato A. Damasio, si completa al secondo anno di
vita.
Possiamo anche dire che l’organizzazione compiuta del sistema affettivo si va
sviluppando tra il secondo ed il dodicesimo anno, cioè in un periodo che va
dall’organizzazione frontale sino al superamento delle problematiche che dalla
psicoanalisi sono state denominate come “l’Edipo”.
Le scienze timologiche riguardano quindi, tutto il tema della socializzazione e
dell’integrazione del soggetto nella famiglia e nell’ambito socio-culturale di
riferimento, in un intreccio di esperienze e di vissuti che condizionano e
determinano lo “sviluppo psico-affettivo”.
Se sino a una quindicina di anni fa si poteva ancora pensare che fosse lo sviluppo
cognitivo-razionale a condizionare l’integrazione soggettiva, oggi non è più
possibile disconoscere l’importanza fondamentale del sistema affettivo per
l’organizzazione della mente nel suo complesso, partendo proprio dai primi
momenti dello sviluppo.
Possiamo dire ormai che non si può comprendere il comportamento, la struttura
del carattere, l’integrazione della personalità se non si tengono in considerazione
le motivazioni e le modulazioni affettive.
Se il comportamento umano non può essere spiegato solamente con criteri di
razionalità, oggi sappiamo anche che richiede anche dei criteri timologici, molto al
di là poi, delle semplici ed automatiche reazioni emotive.
Il benessere, la salute mentale, il disagio, le difficoltà relazionali, i ritardi dello
sviluppo, le concomitanti di cooperazione e di rispetto reciproco, ma anche le
parti più negative del comportamento sino alla violenza ed alla delinquenza, sono
tutte espressioni dell’essere umano che richiedono, per essere comprese, degli
studi che riguardano le scienze affettive.
Le nostre ricerche, che da più di un decennio ci hanno portati ad affrontare le
problematiche dello sviluppo, dell’autismo ed anche quelle dell’involuzione senile
e demenziale, ci portano a sostenere che ormai anche la psicologia, la neurologia,
la psicoanalisi, le scienze umane applicate, ma anche la pedagogia, la sociologia e
l’antropologia richiedono una lettura nuova, basata sulla timologia, sulla scienza
degli affetti e dei valori, su una visione che porta ad integrare il corpo, la mente
ed anche quei valori laici trascendenti che danno senso e poetica alla vita

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